Organigramma

Antonio D. De Antonis

PRESIDENTE

a.deantonis@aipi.it
Tel: 345 333 8411

Nicola Grandolini

VICE PRESIDENTE
RESPONSABILE AZIENDE - ENTI

n.grandolini@aipi.it

Teresa Di Vito Curmini

VICE PRESIDENTE
RESPONSABILE FORMAZIONE

t.divitocurmini@aipi.it

Anna Di Giorgio

tesoriere - coordinatrice rapporti con le istituzioni

a.digiorgio@aipi.it

Alessandro Marchelli

CEO E ART DIRECTOR

a.marchelli@aipi.it

Francesco Bilanzuolo

RESPONSABILE DELEGAZIONI TERRITORIALI

f.bilanzuolo@aipi.it

Rosalba Torre

RESPONSABILE Pubbliche Relazioni & Comunicazione

r.torre@aipi.it

Componenti CdA esterni

Pierpaolo Saioni

Filippo Colucci

Franco Imanon

Salvatore Sito

Delegati territoriali
DELEGATO SICILIA

Filippo Colucci

DELEGATO TOSCANA

Rocchino Zacometti

DELEGATO PUGLIA-BASILICATA

Benigna Leone

DELEGATO Lombardia

Salvatore Sito

DELEGATO CAMPANIA

Stefano Lince

DELEGATO UMBRIA

Michele Gallo

DELEGATO CALABRIA

Giorgio Cunico

DELEGATO VENETO (coordinatore)
Commissione soci
Presidente

Laura Moschini

Componenti

Giacomo Cattani

Giorgio Baldantoni

Graziella Bellocchio

Mita Grioni

Monica Diotti (supplente)

Collegio revisori dei conti

Gualfardo Converti

Mita Grioni

Collegio dei probiviri

Franco Mazzoccoli

Marco Scandroglio

Codice deontologico

CODICE DEI COMPORTAMENTI E DEI DOVERI PROFESSIONALI

CODICE DEI COMPORTAMENTI E DEI DOVERI PROFESSIONALI

Questo regolamento è uno stralcio del Codice Deontologico accettato e controfirmato da tutte le associazioni di
architettura d’interni iscritte all’l.F.1. (Federazione Internazionale Architetti d’Interni) e all’ ECIA(Consiglio Europeo
Architetti d’Interni). Pertanto i soci AlPi sono tenuti a rispettarle.

Doveri generali
Art. 1

Llnterior Designer deve dar prova di obiettività e di equità quando è invitato a dare un parere strettamente
professionale in merito alla proposta ed alla esecuzione di un lavoro.

ArI. 2

L’lnterior Designer, prima di firmare un contratto, deve verificare che non vi siano clausole che possono
costringere a scelte e decisioni contrarie alla sua coscienza professionale.

Art. 3

Se un Interior Designer svolge più attività di natura diversa, queste debbono essere perfettamente distinte ed
indipendenti. Ogni confusione tra attività, funzioni e responsabilità potrebbe generare malintesi e sospetti di illeciti
profitti a scapito del committente. Eda escludere ogni accordo contrario agli interessi del Committente

Art. 4

Il progetti sta d’interni, in quanto agente di cultura, si impegna al continuo miglioramento della propria
competenza, aggiornandosi sistematicamente sulle innovazioni della disciplina in cui è specializzato e sugli
sviluppi delle metodologie, degli strumenti, delle conoscenze connesse alla professione.

Doveri verso i clienti
Art. 5

Ogni impegno professionale dell’lnterior Designer deve essere oggetto di un accordo scritto preliminare che
definisca sia la natura e l’ampiezza dei suoi compiti ed interventi, sia le modalità di corresponsione del suo
onorario.

Questa convenzione deve tener conto delle disposizioni del presente regolamento e contenere esplicitamente le
regole fondamentali definenti i rapporti fra l’lnterior Designer ed il committente.

Art,6

L‘lnterior Designer, deve assumere ogni incarico in piena integrità e chiarezza ed evitare ogni situazione od
atteggiamento incompatibili con i suoi obblighi professionali e suscettibile di creare dubbi su questa integrità e di
screditare quindi la professione. Per tutta la durata del contratto, llnterior Designer deve mettere a disposizione
del committente la sua esperienza e le sue conoscenze professionali .

Art. 7

L‘lnterior Designer deve evitare qualsiasi situazione in cui gli interessi siano tali da portarlo a privilegiarne altri che
non siano quelli del committente o da alterare il suo giudizio e la lealtà verso quest‘ultimo.

Art. 8

L’lnterior Designer è tenuto al segreto professionale.

Art. 9

Gli incarichi affidati alllnterior Designer, debbono essere espletati da lui o sotto il suo coordinamento. Egli deve
rapportare il numero e l’entità degli incarichi accettati alle sue attitudini, alle sue conoscenze tecniche ,alle sue
possibilità d’intervento personale, ai mezzi di cui dispone ed alle esigenze particolari dettate dall’importanza e dal
luogo di espletamento degli incarichi. Pricorrere, in caso di necessita’, a competenze esterne.

Art. 10

L’lnterior Designer deve astenersi dal dare qualsiasi valutazione millantatoria in merito al proprio livello di
qualifica professionale od al riguardo dellequipe che con lui eventualmente collabora.

Art. 11

Se l’lnterior Designer ha limpressione che le disponibilità del committente siano inadeguate all’importo dei lavori
proposti, ha il dovere di prospettare un quadro reale, prima di accettare l‘incarico. L‘lnterior Designer deve fornire
ogni spiegazione necessaria alla comprensione dei progetti ed alla valutazione dell’entità del lavoro. A richiesta
del committente, l’lnterior Designer deve render conto dellesecuzione del lavoro svolto e fornire ogni
documentazione in merito. Deve altresì astenersi dal prendere decisioni o da dare ordini che possono implicare
una spesa imprevista.

Art. 12

Se l’lnterior Designer ha intenzione di affidare ad altri parte dei lavori, deve preventivamente ottenere dal
committente il relativo benestare, precisando le eventuali diverse forme di retribuzione.

Art. 13

La rescissione del contratto da parte dell’lnterior Designer, costituisce un errore professionale tranne nel caso
che essa awenga per motivi fondati come la manifesta perdita di fiducia da parte del cliente o l’insorgere di una
situazione che pone llnterior Designer in conflitto d‘interessi; oppure di una situazione suscettibile di minacciare
la sua indipendenza o infine la violazione da parte del committente di una o più clausole del contratto stipulato con
l‘lnterior Designer.

Art. 14

Se l’lnterior Designer ha il coordinamento dei lavori, deve assicurarsi che questi siano condotti in conformità ai
piani ed ai documenti descrittivi da lui redatti ed ai mezzi d‘esecuzione da lui prescritti. Egli può ricevere inoltre
dall’impresa, note, fatture e giustificativi delle spese, che rimette al committente, dopo la verifica; controlla inoltre
gli stati di avanzamento dei lavori e rammenta al committente quando procedere al versamento di acconti o al
pagamento del saldo secondo le condizioni stabilite.

Doveri verso i colleghi
Art. 15

Gli Interior Designers, sono tenuti ad un rapporto di correttezza e lealtà reciproca

Art 1

La concorrenza tra colleghi non deve basarsi su altro che sulla competenza e su servizi offerti ai clienti. Sono da
considerare atti di concorrenza sleale:

, Ogni tentativo di appropriazione o sottrazione di clientela tramite sottovalutazione illusoria delle opere
Progettate e delle prestazioni.

> Ogni tentativo di denigrazione tendente a soppiantare un collega in un incarico affidatogli.

j).n 17

E’ assolutamente vietata ogni azione tendente a screditare un collega.

l’n ’18

L’lnterior Designer chiamato a sostituire un collega nella realizzazione di un contratto, accetterà lincarico
soltanto dopo averne informato quest’ultimo ed essersi assicurato di non dover agire in condizioni contrarie

alla correttezza professionale e soltanto dopo essersi sincerato dell’avvenuto pagamento degli onorari dovuti al
predecessore.

Art. 19

Un Interior Designer, chiamato a giudicare un collega od il suo operato deve pronunciarsi solamente in piena
cognizione di causa e con imparzialità. Le perizie eventualmente richieste o gli eventuali giudizi tecnici debbono
escludere ogni atteggiamento fazioso.

Pareri e giudizi debbono essere sempre espressi e motivati chiaramente e scevri di opinioni personali.
Art. 20

Il plagio è vietato.

Esercizio come dipendente
Art 21

L‘lnterior Designer stipendiato deve assicurarsi che il contratto che lo lega al datare di lavoro precrsi
inequivocabilmente la compatibilità dell‘esercizio delle sue funzioni con le regole professionali (vedi la definizione
del progetti sta in architettura di interni interior designer).

Art. 22

Llnterior Designer stipendiato che si renda conto di non poter adempiere agli incarichi nelle condizioni richieste
dal presente regolamento deve farlo presente al suo datore di lavoro ed allAssociazione.

<.) REGOLAMENTO DELLE SANZIONI DISCIPLINARI

Articolo 1 -Finalità del Regolamento e responsabilità dtgli Iscritti all‘AlPi

Il socio che si rende responsabile di violazioni al Codice di Comportamento o al Regolamento dell’AlPi o che, in
violazione dello Statuto, agisca in contrasto con i fini dellAlPi o per trarne vantaggi personali, è sottoposto a
provvedimento disciplinare. Lignoranza o l’errata interpretazione dello Statuto, del Regolamento e di tutte le altre
norme, non può essere invocata quale causa di giustificazione dellillecito comportamento. Gli atti,le circolari e i
comunicati ufficiali si presumono conosciuti a far data dalla loro comunicazione tramite lettera agli Associati o
pubblicazione sul bollettino informativo dell’AlPI.

Gli Iscritti all’AlPi rispondono delle infrazioni commesse a titolo di dolo o di colpa, salvo diversa disposizione.
Nell’ipotesi di condanna a sanzione inibitoria di un Iscritto all‘AlPi questi non potrà partecipare alle attività dell’AlPI
ed avvalersi professionalmente dei titoli da questo rilasciati.

L’Iscritto all’AlPi:

a) risponde direttamente dei proprio operato;

  1. risponde agli effetti disciplinari a titolo di responsabilità oggettiva dei fatti direttamente o indirettamente
    connessi allo svolgimento della propria attività professionale;

q si presume responsabile, fino a prova contraria, degli illeciti commessi anche nei confronti di terzi.

Articolo 2 -Competenza e procedimento disciplinare

La competenza a procedere disciplinarmente è attribuita al Collegio dei Probiviri.

Il procedimento disciplinare prende avvio su istanza del Collegio dei Probiviri o su segnalazione del C.dA

Il procedimento disciplinare può essere attivato anche dai Delegati delle Sedi Regionali che, raccolte le
informazioni, ne daranno comunicazione all’interessato, al Presidente dell‘AlPI e al Collegio dei Probiviri.

Il Collegio dei Probiviri non pinfliggere alcuna sanzione disciplinare, anche in ipotesi di sanzione automatica,
senza che l‘interessato sia stato preavvisato, con lassegnazione di un termine non inferiore a 20 giorni, per
esporre le proprie ragioni e formulare le proprie difese anche tramite un proprio legale di fiducia specificatamente
nominato per atto scritto.

1\ Collegio dei Probiviri, sulla scorta degli atti, convocherà le parti per la contestazione degli addebiti.

Il Collegio dei Probiviri ha facoltà di sentire testimoni preavvisandone linteressato, che ha diritto di partecipare
alla loro audizione.

/lrticolo 3 Sanzioni

Le sanzioni disciplinari sono:

él) l’ammonimento, che consiste nel diffidare l’interessato a non ricadere nella mancanza commessa;

t,) la censura, che consiste in una dichiarazione formale scritta di biasimo;

  1. la sospensione, che consiste in una temporanea perdita del requisito associativo, per un periodo non
    in
    feriore al mese e non superiore all‘anno;
  1. la radiazione, che consiste nellespulsione definitiva dall’AlPI.

Il provvedimento è stabilito in proporzione alla gravità della violazione e all’entità dei danni cagionati. Il
provvedimento è adottato dal C.dA su decisione del Collegio dei Probiviri, il quale dovesprimere il proprio
parere entro 90 giorni dallattivazione del procedimento disciplinare.

Nell’esercizio del suo potere discrezionale il Collegio dei Probiviri deve tener conto della gravità dell’infrazione
desunta:

-dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tipo, dal luogo e da ogni altra modalità dell’azione;

-dalla gravità del danno o del pericolo cagionato;

-dalla intensità del dolo o del grado di colpa;

-dalla personalità dell’incolpato, dei motivi che hanno determinato l’infrazione e dalla condotta contemporanea o

susseguente al fatto;
-Della eventuale recidiva.

Articolo 4 -Ammonimento e Censura

Possono comportare un ammonimento o una censura:

comportamenti contrari agli interessi dell’AlPI.

comportamenti deontologicamente scorretti la cui rilevanza, a giudizio dei Collegio dei Probiviri, sia di entità
tale da non comportare le sanzioni della sospensione o della radiazione

AI ti colo 5 -Sospensione

Comportano automaticamente la sospensione:

i casi di sospensione o divieto di esercizio di attività professionale disposti dalla legge;

l’interdizione temporanea dai pubblici uffici;

In tali ipotesi, la durata della sospensione sarà pari a quella della sanzione per i casi sub a) e b), sarà fino ad un
anno salvo proroga a discrezione del C.d.A. e salvo l’immediata revoca in ipotesi di proscioglimento.

Possono comportare la sospensione:

a) la condanna ad una pena inferiore a due anni se per reati dolosi o superiore a due anni se per reati colposi,
ovvero ad una pena alternativa;

IJ) L’essere sottoposti a misura cautelare o misura di sicurezza personale;

l’ordinanza di convalida del fermo o dell’arresto;

il rinvio a giudizio o atto equivalente per reati diversi da quelli previsti nel paragrafo precedente;

comportamenti contrari agli interessi dell’AlPI;

comportamenti deontologicamente scorretti.

Alle sentenze di condanna sono equiparate le sentenze conseguenti alla richiesta di patteggia mento della pena.

Articolo 6 – Radiazione

Comportano automaticamente la radiazione:

la dichiarazione di interdizione perpetua dai pubblici uffici;

la condanna definitiva anche di un giudice civile per un reato connesso con l’esercizio della professione
ovvero commesso in occasione dell’esercizio della professione, ad una pena detentiva superiore a due anni per
reato non colposo;

la condanna, definitiva anche di un giudice civile anche al di fuori dei casi previsti sub b);

il ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario;

lO) l’assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa dì lavoro;

f) l’assegnazione ad una casa di cura e di custodia ex articolo 219 c.p.

Possono comportare la radiazione:

a) comportamenti gravemente contrari agli interessi dell’AlPI;
lì) comportamenti deontologici gravemente scorretti.

Alle sentenze di condanna sono equiparate le sentenze conseguenti alla richiesta di patteggiamento della pena.

Articolo 7 Rrcusazrone/Astensione del Col/egio d i p, obivir I

I componenti del Collegio dei Probiviri possono essere ricusati per i motivi di cui all’Articolo 52 c.p.c. ed astenersi
per medesimi motivi.

Articolo 8 -Prascrtzlone

L’azione disciplinare non cade in prescrizione per i fatti che comportano la radiazione, mentre è soggetta a
prescrizione qualora, nonostante i fatti siano portati a conoscenza del C.dA e del Collegio dei Probiviri, il
procedimento disciplinare non venisse attivato entro i seguenti termini:

-entro 4 mesi per l’avvertimento;

entro 6 mesi per la censura;

-entro 12 mesi per la sospensione.

Articolo 9 -Reiscrizione

Il socio radiato dall’Albo si può reiscrivere nei seguenti termini:
trascorsi 3 anni in caso dì radiazione non automatica.

, trascorsi 4 anni in caso di radiazione automatica e, in presenza di condanna penale, quando si sia avuta
successiva riabilitazione;

, trascorsi 6 anni in caso di radiazione automatica e di condanna per reato commesso con l’esercizio della
Professione.

Articolo 10 -Offesa alla dignità, al decoro ed al prestigio degli Organi Statutari

L’Iscritto all’AlPI che pubblicamente, con parole, scritti od azioni lede gravemente la dignità, il decoro, il prestigio
degli Organi Sociali dell’AlPI, è punito con sanzione inibitoria (v.art.3-sanzioni)

Articolo 11 -Rifiuto di presentazione personale e di atti

L’Iscritto all’AlPI che, benché formalmente richiestone, rifiuti di presentarsi o ometta di trasmettere atti a lui
richiesti, o renda dichiarazioni mendaci, è punito con sanzione inibitoria

Articolo 12 -Rifiuto di assoggettamento alle decisioni definitive degli Organi Statutari

L’Iscritto all’AlPI che non si assoggetta alle decisioni disciplinari sottraendosi alla loro esecuzione, è punito, salvi i
diversi effetti della inosservanza, con sanzione inibitoria

Articolo 13 -Organo di Appello

Avverso il giudizio dell’Organo Giudicante (collegio dei Probiviri) è ammesso ricorso ad un CollegioArbitrale
Composto da tre membri: due nominati dalle parti ed il terzo scelto dal CdA tra i soci professionisti con una
anzianità AI Pi di almeno 10 anni ed esterno al CdA

Articolo 14 ColiegioArbitrale

Per le decisioni delle controversie un Iscritto all’AlPI può richiedere la costituzione di un Collegio arbitrale
dandone comunicazione a mezzo lettera raccomandata alla controparte. La comunicazione deve determinare
l’oggetto della controversia, le conclusioni che si intendono affidare al Collegio arbitrale e deve contenere
lindicazione delle generalità dell’arbitro prescelto (che deve contestualmente dichiarare di accettare l’incarico)
con l’invito all’altra parte a procedere alla designazione del proprio arbitro entro il termine di venti giorni dalla data
del ricevimento della comunicazione stessa. La controparte, nell’atto di designazione del proprio arbitro che deve
essere parimenti comunicato a mezzo raccomandata alla controparte (con accettazione contestuale dell‘arbitro
designato), può integrare l’oggetto della controversia e deve formulare le proprie conclusioni. ” CdA provvederà
alla nomina del presidente del Collegio arbitrale in caso di disaccordo fra le parti. Le funzioni di Segretario del
Collegio saranno espletate da uno degli arbitri, su incarico del Presidente. Le parti possono farsi assistere da un
legale o persona di fiducia munita di delega. Il Collegio dovrà decidere sulla controversia compiendo tutti gli atti
d’istruzione necessari e dovrà emettere il lodo entro 60 giorni dalla data di nomina del Presidente del Collegio . Il
lodo è deliberato a semplice maggioranza.

” dispositivo deve essere sottoscritto da tutti i componenti, è comunque valido se sottoscritto dalla maggioranza,
purché si dia atto che è stato deliberato con la presenza di tutti i componenti, con l’espressa dichiarazione che
l’altro non ha potuto o voluto sottoscriverlo. La motivazione deve essere depositata presso la Segreteria dell’AlPI
nei dieci giorni successivi a cura del Presidente. L’incarico di membro del Collegio arbitrale, ad eccezione del
Presidente -si intende conferito a titolo oneroso e le relative spese sono a carico della parte soccombente. ”
rimborso delle spese per l’eventuale legale o rappresentante della parte debbono essere richieste e quantificate
in sede di conclusioni e poste nel dispositivo del lodo a carico della parte soccombente nella misura che verrà
stabilita dal Collegio arbitrale. La parte soccombente è tenuta ad adempiere alle obbligazioni nel termine stabilito
dal lodo o, in mancanza, nei trenta giomi successivi alla data di comunicazione del lodo. In caso di mancata
esecuzione volontaria, la parte che ne ha interesse può richiedere al Consiglio di Amministrazione di poter
eseguire il lodo ricorrendo alla giurisdizione ordinaria.

Articolo 15 -Revsione

E’ ammessa in ogni tempo la revisione delle decisioni di condanna divenute irrevocabili anche se la sanzione è
stata eseguita o estinta. La revisione può essere richiesta:

a) se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che sole o unite a quelle già valutate,
dimostrano che il condannato deve essere prosciolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste;
I J ) se è dimostrato che la condanna fu pronunziata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio. La revisione può
essere richiesta dal condannato o dal Procuratore. In quest’ultimo caso il Procuratore ne deve dare notizia
all’interessato.

regolamento sedi territoriali

Regolamento in aggiornamento

Con la riorganizzazione delle delegazioni teritoriali e delle sedi distaccate AIPI sarà presentato il nuovo regolamento territoriale.

regolamenti EU

Il quadro europeo delle qualifiche

Cos’è l’EQF?

L’EQF è un quadro basato sui risultati dell’apprendimento articolato su 8 livelli per tutti i tipi di qualifiche, che funge da strumento di “traduzione” tra i diversi quadri nazionali delle qualifiche. Tale quadro contribuisce a migliorare la trasparenza, la comparabilità e la portabilità delle qualifiche delle persone e consente di confrontare le qualifiche di paesi e istituzioni diversi.

L’EQF comprende tutti i tipi e tutti i livelli di qualifiche e l’uso dei risultati dell’apprendimento rende chiaro ciò che una persona sa, capisce ed è in grado di fare. Il livello aumenta in funzione della competenza, il livello 1 è il più basso e l’8 il più alto. Cosa ancora più importante, l’EQF è strettamente collegato ai quadri nazionali delle qualifiche, in questo modo può fornire una mappa completa di tutti i tipi e livelli di qualifiche in Europa, che sono sempre più accessibili attraverso le banche dati sulle qualifiche.

L’EQF è stato istituito nel 2008 e successivamente riveduto nel 2017. La sua revisione ha mantenuto gli obiettivi fondamentali di creare trasparenza e fiducia reciproca nel panorama delle qualifiche in Europa. Gli Stati membri si sono impegnati a sviluppare ulteriormente l’EQF e a renderlo più efficace nell’agevolare la comprensione delle qualifiche nazionali, internazionali e dei paesi terzi da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli studenti.

Quali sono i paesi partecipanti?

Oltre agli Stati membri dell’UE, altri 11 paesi si stanno preparando ad attuare l’EQF, Islanda, Liechtenstein e Norvegia (paesi dello Spazio economico europeo), Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia (paesi candidati), Bosnia-Erzegovina, Kosovo ** (candidati potenziali) e Svizzera.

AIPi

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